MEMORIALE DI UN QUARTO DI SECOLO

lunedì, 12 gennaio 2009

SALUTI E RINGRAZIAMENTI

Cari, affezionatissimi lettori.
Sì, mi rivolgo proprio a tutti voi, tutti e sette!

Lo so, sono assente da molto, ma perchè sto lavorando tantissimo, anche per voi!

Voi, che siete stati dei compagni di viaggio fantastici! E' stato un piacere scrivere sapendo che mi leggevate.
per questo vi ringrazio, e vi lascio con un unltimo racconto, in segno del profondo rispetto che ho per voi.

Ma, sappiatelo, questo non è un addio! E' un arrivederci!!

A breve, sarà on-line un nuovo sito.
Migliore di questo blog e che darà la possibilità a tutti di commentare quello che scrivo io e di inserire voi, post, racconti, foto e quello che vorrete.
Ci sarà una sezione apposta per la squadra di calcio del nostro cuore: l'FC Milano, e tante sorprese (una sola a dire il vero...).

Quindi l'appuntamento è su www.looked.it, tra meno di un mese!

Promesso!

Ancora grazie da Eamon.

Di cuore!

 

Eddie


scritto da: Eamon83 alle ore gennaio 12, 2009 11:58 | link | commenti
categorie: pillole

IL RATTO DI ELENA

ratto elena

“E molte vite sono morte per me sullo Scamandro,
e io, che pure tanto ho sofferto, sono maledetta,
ritenuta da tutti traditrice di mio marito
e rea d'aver acceso una guerra tremenda per la Grecia.”

Elena, Euripide. 412 a. C. circa

 

Da quando esiste il mondo, gli uomini si fanno la guerra.

I motivi per cui i popoli si distruggono a vicenda sono svariati: economici, politici, razziali, religiosi…

Ma la guerra più sanguinosa e tragica di tutti i tempi, che risale a migliaia di anni fa venne scatenata da un motivo che non ha nulla a che vedere con quelli sopra citati: una donna.

Nel 1250 a.C. il re troiano Paride rapì la moglie del re greco Menelao.

Ne venne fuori la guerra di Troia.

La donna era la figlia di Zeus. Era la donna più bella del mondo, contesa da re, ammirata dagli dei, amata dai popoli.

Era mezza umana e mezza divina.

Era Elena.

A causa del ratto di Elena, molti uomini perirono, ingenti eserciti si scontrarono, popolazioni intere si annientarono.

 

A più di 3000 anni di distanza i 3 protagonisti di questa splendida rubrica (MA, Eddie e il nister Luca Salvalaggio), vestono i panni dei più grandi eroi achei per vincere la guerra e riprendersi la ragazza, che per affinità storiche ed epiche, chiameremo “Elena”.

Dimenticatevi i locali più “in” di Fashion City, dimenticatevi il Giannizzero.

La serata da eroi si è svolta in trasferta, a Lentate sul Seveso.

C’è da dire che, inizialmente, uno dei tre eroi, appresa la destinazione si era fatto un programma veramente astuto (e infatti l’eroe in questione è paragonabile per ingegno, scaltrezza e tatuaggio ad Ulisse):

ore 17.30: toaletta + colluttorio

ore 18.30: ingerire nr. 1 compressa di cialis. Meglio 2

ore 19.00: indossare goldone e tenerlo su che non si sa mai

ore 19.30: gel per capelli

ore 20.00: libero sfogo alle fantasie (il goldone potrebbe risultare scomodo; in tal caso, sostituirlo)

ore 20.30: passare a prendere Luca Salvalaggio

ore 22.00: far ingerire con l’inganno a MA nr. 4 compresse di “Caval Domato” (sonnifero per cavalli)

ore 23.30: 52x5= 260 euro con Elena. Chiedere arrotondamento a 250

 

Come si può facilmente evincere, il piano sulla carta era infallibile. E voi direte: bell’amico.. menomale che c’è Luca Salvalaggio a stare vicino a MA.

E infatti il buon mister proponeva di portare con noi delle armi che, a dir suo, avrebbero aiutato MA a non soffrire.

In realtà, così come il sottoscritto, voleva inibirlo. Come? Con proiettili d’argento, un crocefisso benedetto e, se l’avessimo trovato entro sera, il Sacro Graal. Non avendolo trovato (secondo qualche mito e leggenda, infatti, sarebbe contenuto proprio nel ventre di Elena), abbiamo ripiegato sul classico paletto di frassino da infilzare nel cuore.

 

Ma andiamo con ordine. Il giovine Eddie, ossia io, arriva puntuale come un orologio svizzero sotto casa di MA. Gli altri due compari avevano il cellulare spento, probabilmente per non farsi trovare e lasciarmi a casa. Ma io, che non mi do mai per vinto, ma soprattutto non mi sarei fatto scappare una serata del genere per nulla al mondo, suono tutti i citofoni di via Stillicidio, svegliando anziani signori, destando coppiette innamorate ed innervosendo ogni cane del circondario.

Finalmente, trovo il campanello giusto e la serata può partire.

Va detto che, nel progettare la serata, il mister (che poi è anche il fashion-stylist del gruppo) aveva detto: “Ma sì, andiamo in un posto da muratori… vestiamoci da barboni.

Io, che barbone non sono, trovo il compromesso di jeans, camicia e cardigan. Il tutto impacchettato in un bellissimo Moncler azzurro che a Lentate sul Seveso è un must! Subito MA, che ricordiamolo, è il re di Fashion City e quindi è solito auto elevarsi ad arbiter elegantiae del gruppo, mi fa notare che non sono alla sua altezza e che sono vestito giusto per andare a sciare o, alla meglio, per interpretare il Grande Puffo nella recita di Natale. Io sorrido, lo assecondo e intanto con le dita accarezzo il barattolo di narcotizzanti per cavalli che ho nella tasca del Moncler, pensando a quando gliene farò ingerire nr. 4 compresse.

Il mister si presenta in abito di Tom Ford (così, un nome a caso… mica l’abbiamo visto per davvero).

In più, a completare il gruppo, un amico di MA, più piccolo di me, ma vestito meglio: Andreotti.

Andreotti ufficialmente viene per fare da supporto a MA. Ufficiosamente metterà in cantiere almeno 6 mesi di seghe.

In macchina, nei due sedili davanti ci sono un ragazzo distrutto e quello che non ne può più di consolarlo, mentre dietro il mister e il suo pupillo si divertono a fare i viados…

Immagine 026

La serietà sulle nostre facce, è indice la preoccupazione per il nostro amico MA 

La strada per Lentate è lunga e tortuosa. Chissà quando arriveremo…

Tempo di formulare questo pensiero ed è già ora di scendere. Lo space shuttle su cui ci siamo mossi ha rispettato la fama di cui gode.

Il commento che tutti ci aspettiamo da MA è: “Fashion City – Lentate in 7 minuti netti. Alboreto is nothing!”.

Invece niente.

Al momento di entrare, MA non è nervoso. È in canottiera ma non sente il freddo, fuma due sigarette contemporaneamente e racconta le vicende che hanno portato a questa serata.

La storia d’amore che tutti sognano, quella che fa male allo stomaco (vabè, al mister se fa male lo stomaco è per uno stronzo gigante, ma fatemi tornare poetico), quella che non ti fa dormire, quella che dopo un anno, tante liti, tanti problemi, ti tiene ancora lì a pensare a lei. E tiene lei a pensare a te.

E in fondo sei ancora innamorato. E saresti disposto a fare una guerra.

Il maschio italiano è unico al mondo…

 

All’ingresso MA si commuove davanti ad un poster, di fianco al quale ce n’è un altro con scritto (a caratteri cubitali) “venerdì 9 e sabato 10 gennaio, Lei è qui per voi”.

Entriamo, io cerco di nascondere il Moncler azzurro per non far fare brutte figure a MA, il mister in frac si muove verso il bancone con l’incedere tipico di uno che va a ritirare il premio Nobel, Andreotti sparisce misteriosamente.

Poco dopo Andreotti riappare magicamente dal bagno, il mister torna con 4 cocktail e MA chiede: “Ma ci sarà stasera? Non è che viene solo domani?”.

E sì che eravamo dall’altra parte del locale, ma il poster si leggeva benissimo…

Ma forse era solo un po’ nervoso.

Assaggiamo i cocktail. Si erano dimenticati la parte a gradazione alcolica. Vado al bancone a chiedere un allungo, assaggio e capisco che gli alcolici sono annacquati. Solo un pirla avrebbe potuto pagarne degli altri. Noi abbiamo preso una ventina di cocktails in quattro.

Inanto MA si interroga e si dà risposte da solo: il tema principe è la reazione che lei potrà avere alla sua vista.

Secondo lui, ci sono due possibilità: 1- lei gli darà uno schiaffo. 2- lei sarà contenta di vederlo, forse lo abbraccerà, ma niente di più.

Questo nefasto pensiero lo manda in depressione, ma per fortuna c’è la spalla di Andreotti su cui piangere. Intanto il mister è stato attratto dalla visione della dea verde, una tedesca di 198 cm con la faccia della ragazza della porta accanto, ma con due fette di roast beef in mezzo alle gambe. Si dice che al mister piaccia molto il roast beef.

E finalmente arriva Elena. La donna per cui MA sarebbe disposto a scatenare una guerra.

MA ha esaurito tutta la sua adrenalina. Ormai è tranquillo. Cambia il piano per abbordarla ogni 4,3 secondi. Alla fine manda il mister, la cui fama di seduttore è arrivata fino a Lentate, ad acchiapparla per lui.

E finalmente, il momento della verità…

Come reagirà Elena alla vista di MA? Lo schiaffeggerà? Lo abbraccerà e se ne andrà? Sarà felice di vederlo?

 

 

 

 

Siccome non si può paragonare una dolce fanciulla ad uno sporco formichiere, userò una metafora più aggraziata: immaginatevi una farfalla che tira fuori mezzo metro di spirotromba per succhiare tutto quello che può da un fiore.

Ecco, Elena si è fiondata su MA, baciandolo ed accarezzandolo dappertutto, proprio come una farfalla. Una farfalla molto eccitata.

E guardandoli in quel quadretto che è un mix di romanticismo ed erotismo, commossi come davanti al finale di Via col vento, capiamo che si è raggiunto l’happy ending che tutti ci aspettavamo.

Possiamo tornare a casa contenti, con la vittoria della guerra in tasca. Il ratto di Elena è stato vendicato.

 

No cari lettori, purtroppo non è finita così!

E poi non potrei mai lasciarvi senza i contorni che hanno contribuito a rendere la serata indimenticabile, senza il finale vero, senza il rientro a casa…

Dovete sapere infatti, o affezionatissimi, che il vostro mister nel locale sembra una trottola che rimbalza tra tre punti: la versione in carne e ossa della Valentina di Crepax, la sua dea verde e uno strano tizio bergamasco che, toccandosi gli occhialini sul naso e, di tanto in tanto, facendo la classica conchiglietta con lamano per sentirsi l’alito dice di essere innamorato di Elena.

Trattasi, ovviamente, di un nostro avversario… un troiano. E di troiani, lì dentro, ce ne sono tanti.

Come lo sfigatissimo rasta che si avvicina a MA e inscena con lui questo fantastico dialogo:

Sfigato Rasta: “Scusa, ma tu sei il tipo di Elenagrimaldi?” (Notare: il ragazzo in questione ha un accento bergamasco molto marcato, indossa all’interno del locale  un giubbotto da neve chiuso sino al collo e pronuncia il nome Elenagrimaldi senza pause né soste, ma con una scintilla di brillore negli occhi).

MA: “No.”

SR: “Ah perché se eri il tipo di Elenagrimaldi ti davo la mano…”

MA: “Eh no…”

SR: “Ah no eh… perché ho visto che vi baciavate… quindi non sei il tipo di Elenagrimaldi?”

MA: “Eh lo so, ma non sono io…”

SR: “Ah, va bè, la mano te la do lo stesso!”

E il grande e magnanimo MA, re di Fashion City, stilista che farà le scarpe a Tom Ford, si abbassò a dare la mano a quello lì che probabilmente, due minuti prima si era passato la mano tra i rasta.

Un altro troiano da menzionare assolutamente è l’uomo che ha ispirato la canzone “Baffo Natale” di Elio e le storie tese.

E’ l’esatta copia di Sandy Marton con i baffi. Solo un po’ invecchiato e un po’ più terrone. Ma vestito come Sandy 25 anni fa.

Arrivati più o meno alle ore 2.30 il mio piano è ormai fallito, anche perché non potrei mai fare un torto a MA.

L’ultima occasione di combinare qualcosa mi si presenta quando Elena va al bancone con addosso un vestitino che è stato fatto usando in totale 12 centimetri di stoffa.

Vedendola là appoggiata al bancone, Andreotti corre in bagno, MA si mette a piangere e io mi giro verso il mister e mi bullo in questo modo: “Ora vado là, le alzo appena appena il vestitino e le faccio un male che non se lo dimentica più.”. Poi mi rendo conto di essere dotato di un regolo. E nemmeno del regolo da 10, di quello da 9. Quindi per non fare brutta figura, lascio perdere.

numeri_in_colore

In blu, il pisello di Eddie

Alla fine, scattata qualche foto ricordo e preso la foto autografata per mio fratello (che non si è ancora ripreso), si fa ora di tornare a casa.

Iniziamo ad uscire e lasciamo MA a salutare la sua Elena. Nessuno saprà mai cos’è successo e cosa si siano detti.

Fatto sta che tornando a casa, MA non dice una parola.

Arrivati a Fashion City, ci fermiamo un attimo ad aspettare il Coroner della città, che sta tornando da qualche serata in giro per lo stivale.

Poco male, perché tanto la temperatura era buona (7 gradi sotto zero) e rende piacevole l’attesa.

Il coroner arriva alle 5.00 e ci propone di andare a bere qualcosa. A dire il vero non sono sicuro che la proposta fosse rivolta anche a me, dato il colore del mio giubbotto. E siccome Andreotti è ormai stremato, si decide di andare a letto.

L’arrivo a casa è alle ore 5.30. la sveglia è puntata alle 7.30.

Due belle ore di sonno intense e godute e poi il risveglio.

Analizziamo i risvegli dei protagonisti, partendo per cavalierato da Elena, che rivolgendosi al suo attuale, 
stronzo e sfigato fidanzato, usa le parole donatele da Euripide; versi che solo le menti illuminate
potranno comprendere:

Io per l'amore ch'ebbi
al mio sposo, vorrei seco morire;
ma qual per lui grazia sarebbe, morte
con lui già morto avere? I doni funebri
lascia dunque ch'io rechi al suo cadavere;
e i Numi a te quello ch'io bramo accordino,
e a questo stranier, che meco all'opera
si accinge. E in me la sposa che tu meriti
d'avere, in casa avrai: ché Menelào
T
u benefichi e me: ché tutto ormai
tende a buon fine."
Mister: sorriso stampato in faccia, alzabandiera più vigoroso del solito, telefonata a Eddie per chiacchierare e ricordare.
Eddie: sorriso stampato in faccia, preoccupazioni del lavoro spazzate in un attimo, pensiero che vola subito a MA.
Andreotti: “Aaaaaahhhh! Non ci vedoooooooooooooooooo!”
MA: strano sentore di amaro in bocca, sensazione di spaesamento, sputa 4 o 5 sigarette fumate,
si rende conto di essere su una panchina di largo la Foppapedretti,
guarda la foto di Elena che stringe in mano e, con una lacrima che scende, alza lo sguardo al cielo
e pensa: “Forse ho fatto una cazzata, come tante ne abbiamo fatte insieme. Ma la guerra non è finita.
E noi siamo destinati a fare altre cazzate, a rivederci presto e, forse, a stare insieme.
Ci vediamo presto, Elena!”
 
Ci vediamo presto, Elena…

domenica, 19 ottobre 2008

Wall-E

Il film che attendevo da più di un anno.
Il film che potrebbe cambiare la storia del cinema.

Wall-E-from-pixar-disney-1491

Dopo lo strepitoso successo di Ratatouille, Disney e Pixar tornano più in forma che mai.
Il progetto che Lasseter e soci avevano in programma, pare, già da prima che la Pixar venisse fondata, dà vita ad un altro personaggio che, così come per Remy un anno fa, è impossibile non amare!
Eh sì, perchè il paragone con il film precedente è d'obbligo quando si parla di una produzione del genere.
Ormai il livello raggiunto è difficile da descrivere; ed è anche difficile da elogiare, perchè si fa sempre più fatica a trovare le parole giuste, senza essere ripetitivi.
E il termine "capolavoro", benchè un po' consumato, ci sta a pennello per questa nuova opera di Andrew Stanton...

Wall-E (Waste Allocation Load Lifters - Earth), è un piccolo robot, rimasto solo sulla Terra, ormai diventata pianeta-discarica.
Il suo compito è quello di fare pulizia e mettere ordine. Ma dopo 700 anni di solitudine, se si esclude la compagnia -anzi, l'amicizia- di un piccolo e fedelissimo insetto, si è evoluto e ha acquisito una personalità.
Una personalità che gli permetterà di provare dei sentimenti quando da un'astronave sbarcherà Eve (Extra-terrestrial Vegetation Evaluator) per cercare tracce di vita sulla Terra.

Le avventure vissute da Wall-E e da Eve sono, nella loro semplicità, un tributo alla coerenza e alla linearità della sceneggiatura. Niente viene lasciato al caso, nè viene tralasciato.
Ma ad impressionare ancora di più, oltre alla stracitata capacità di rendere reali le immagini, è il tentativo (perfettamente riuscito) di dare voce a chi voce non ne ha una: in un film di un'ora e mezza, ci sono all'incirca 10 minuti di "parlato". Il resto, come nel miglior film di Charlie Chaplin, è affidato alle emozioni che i due protagonisti provano e ci fanno provare.
Una semplice semirotazione degli occhi di Wall-E o un cambio di taglio nei led luminosi che sono gli occhi di Eve, fanno sembrare vere le facce dei due robot. E in silenzio, i due, si dicono e dicono molto più di quanto si potrebbe fare parlando o recitando.
Eccezionali sono gliocchi di Wall-E che guarda il cielo o la sua Eve "spenta"; eccezionale (l'ho detto che ormai è difficile trovare il termine giusto senza essere ripetitivi) è l'espressione di Eve che ride.
E la raffica di emozioni che travolgerà lo spettatore è intuibile da subito. In particolare dal momento in cui Wall-E, guardando per l'ennesima volta Hello Dolly, prova solitudine e ci fa capire quanto vorrebbe stringere la mano a qualcuno come fanno Gene Kelly e Barbara Streisand.
Oltre a questa e ai già menzionati richiami Chapliniani, evidenti sono le citazioni da Corto circuito e da 2001: Odissea nello spazio (anche nella colonna sonora).

Se in Ratatouille venivano affrontati temi riguardanti la critica e le scelte personali (con risultati eccellenti), in questa nuova pietra miliare che Disney e Pixar pongono nel cinema d'animazione, si spazia dal cupo futuro che potrebbe aspettarci con relative riflessioni ambientaliste, alla solitudine, fino ad arrivare al romanticismo delle più classiche storie d'amore Disneyane.
E il tutto è fatto con una sapienza e una tecnica superiori perfino a quelle del film di Brad Bird.
Tanto che sono portato ad una previsione ancor più azzardata e rosea di quella (azzeccata) di un anno fa: l'Oscar per il miglior film d'animazione sarà una formalità.
E se arrivasse una nomination per il miglior Film? Sarebbe così strano?
Assolutamente no.
E non mi sorprenderei nemmeno se, Wall-E stesso, venisse candidato a miglior attore.
Pensateci: nel film più rivoluzionario della storia della Disney, perchè non portare una rivoluzione anche in tal senso?
E poi, quante volte un personaggio è stato in grado di far sorridere come Wall-E, di farsi voler bene come Wall-E, o di coinvolgere come Wall-E?
Per quanto mi riguarda, davvero poche.

Alzi la mano chi non si è commosso, pochi minuti prima della fine, quando Eve cambia il cip della memoria.

Questo meraviglioso film, potrebbe davvero stravolgere gli equilibri a Hollywood.
Ed in questo senso, Wall-E, potrebbe cambiare la storia del cinema.


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scritto da: Eamon83 alle ore ottobre 19, 2008 14:38 | link | commenti (1)
categorie: commentiamo i film
giovedì, 16 ottobre 2008

Those were the days of our lives

Il 16 ottobre del 2006 era il primo giorno della seconda avventura a Dublino.

Iniziava il periodo dei divertimenti, della scuola a cui si poteva anche entrare dopo aver bevuto una cioccolata calda, delle serate che iniziavano nel nostro appartamento, passavano per qualche discoteca (quasi sempre la stessa, mitica, sul fiume) e finivano ancora nel nostro appartamento, delle partite viste al Frazer's, dei litri di birra bevuti, delle infinite ore passate a giocare (e battere) Nico a Pro Evolution Soccer, dei viaggi in Luas cantando e saltando, dei pomeriggi passati ascoltando gli U2.

Iniziava il periodo della scoperta dell'avventura, dei colpi di fulmine, di Don't stop me now, dell'indipendenza, dello scambiarsi le magliette e vestirsi in modo alternativo per essere accettati nel gruppo di quelli che c'erano già.
Iniziava il periodo della spensieratezza, in cui le preoccupazioni non esistevano e gli unici pensieri riguardavano i programmi per la serata, in cui si era sempe contenti e si rideva per tutto.
Iniziava il periodo dell'amicizia. E del consolidarsi di un'amicizia.

Iniziava un periodo -il più bello della mia vita- che per certi versi non è ancora finito.

Mi sembra giusto celebrarlo, in questo secondo anniversario.

These are the days of our lives

Sometimes I get to feelin'
I was back in the old days... long ago
When we were kids when we were young
Things seemed so perfect... you know
The days were endless, we were crazy, we were young
The sun was always shinin', we just lived for fun
Sometimes it seems like lately... I just don't know
The rest of my life's been just a show

Those were the days of our lives
The bad things in life were so few
Those days are all gone now but one thing is true
When I look and I find I still love you

You can't turn back the clock
you can't turn back the tide
Ain't that a shame?
I'd like to go back one time
on a roller coaster ride
When life was just a game
No use in sitting and thinkin' on what you did
When you can lay back and enjoy it through your kids
Sometimes it seems like lately... I just don't know
Better sit back and go with the flow

'Cos these are the days of our lives
They've flown in the swiftness of time
These days are all gone now
but some things remain
When I look and I find no change
Those were the days of our lives
The bad things in life were so few
Those days are all gone now but one thing's still true
When I look and I find
I still love you

I still love you, Dublin!
 


scritto da: Eamon83 alle ore ottobre 16, 2008 11:40 | link | commenti (1)
categorie: storie di vita vissuta, canzoni giuste al momento giusto, eddielandia
martedì, 30 settembre 2008

COMUNICATO STAMPA

L'AGENDA DEL MR.


A  tutti gli interessati ( tranne max e mimmuz  ):

A seguito della comunicazione da parte dell'amministratore del blog , Vi comunichiamo che memore di quanto accaduto ai Duran Duran , che dopo anni di successi , per volonta di alcuni componenti del gruppo , si sono scissi in Arcadia e hanno coniato delle minkiate colossali decretando il tracollo del gruppo di Birmingham , cosi anche Voi ( Edo , Ambro , Nico e Roby ) avete tradito , se pur in buona fede , i colori della prestigiosissima FC.

Ma sopratutto avete tradito la fiducia di due persone (POA e MR) e un uomo-cavallo (Max) che in voi avevano trovato i fratelli che non hanno mai avuto.

Il rischio che si intravede all'orizzonte è quello di smarrirci e perderci come i mitici DD e di ritrovarci solo in fase avanzata... a fine carriere.. con le classiche Reunion.. con l'aggravante di questo possibile scenario:

mimmoMIMMUZ: sarà diventato il nuovo imam della moschea di Saronno, in perenne ramadan.


 

 

maxMAX: avremo solo l'unrna funeraria con le ceneri e 9 veneri vergine ad adorarlo

 

 

 

robycopROBY: dopo la laurea in medicina proverà i primi esperimenti bionici sul suo corpo

 

 

nicoNICO: avvocato spietato di fama mondiale ci rivolgerà la parola solo a suon di milioni di euro

 

 

 

nico EANICO EA: sarà il nuovo precursore  dell'intrattenimento maschile aprendo una agenzia di escort

 

 

lucaLUCA: preso dalla corsa per perdere peso si avvisterà solo su distanze superiori ai 70 km in compagnia solo di amici kenioti.

 

 

 

oscarOSCAR: preso dalle manie di megalomania si farà tatuare sulla schiena il logo dell'FC Milano e si trapianterà lo scalpo di Destan. Inaugurerà un nuovo stadio esclusivo per l'FC Milano a Novosibirsk con una sua statua all'ingresso.

 

 

edoEDO: farà cio per cui è nato sceneggiatore/regista di successo

 

 

ambroAMBRO: sputtanerà i soldi del padre

 

 

 

Vi chiediamo di trovarci Lunedì sera tutti assieme per discutere di questi funesti scenari, e sopratutto x tirare 4 calci a lu pallllonnnee contro i ragazzi dell'emporio armani.

IL Vs Mr e il Vs Presidente

 


scritto da: Eamon83 alle ore settembre 30, 2008 18:56 | link | commenti (2)
categorie: fc milano, fc milano - rubriche
martedì, 23 settembre 2008

Addio Marge?

Un amante dei Simpson come me non poteva esimersi dal prendere parte alla discussione mediatica più importante (a livelllo mondiale) degli ultimi giorni: sta rimbalzando la notizia che alla fine della prossima stagione, Marge morirà.

Allora, intanto diciamo che non ci sono notizie ufficiali in merito.
Poi, ok che gli ascolti sono in calo, ma la morte (annunciata) di uno dei componenti della famiglia - seppur il meno simpatico - non credo aiuterebbe, se non in quelle specifiche puntate.
Inoltre aggiungo che ho cercato in siti e forum americani e ci sono argomenti del tipo "Some italian blogger says that Marge is gonna die".
Aggiungiamoci che nei vari siti italiani l'articolo è sempre lo stesso riportato e copiato più e più volte, ed ecco che la cosa assume i connotati del fake.

Quindi io non mi preoccupo.

Anzi, mi ergo a paladino che viene in aiuto di tutti i fan spaventati da questa insensata e potenzialmente disastrosa notizia!
Anche se, a onor del vero, spero che si giunga al termine della serie, che ormai pare aver perso la brillantezza delle stagioni centrali.

Certo che se la notizia dovesse venir confermata, per me sarebbe una specie di tragedia...
Comunque stiamo tranquilli. Tutto dovrebbe andare avanti normalmente!

cast_marge


scritto da: Eamon83 alle ore settembre 23, 2008 17:43 | link | commenti
categorie: pillole

Ecco Edo!

A cura di Roby Luchetti


Dopo aver seguito i consigli del sondaggio sui suoi capelli, sondaggio a cui io ero totalmente contraio... ma siamo in democazia quindi va rispettato il volere del popolo, Edo non si riesce più a trovare, l'ultima volta è stato avvistato in Holliwood Blv con aria spaesata alla ricerca del tosatore del cane di Paris Hilton o forse di un semplice giardiniere!!!!
CHI L'HA VISTO!?
(In allegato l'ultima foto a lui scattata lo scorso 20 agosto)

 

Hair_style
n.b.
Il ragazzo che si fa vedere al Fusion o in giro per Vittuone non è il vero Edo ma un cyborg creato dalla Gnoli Group per non destare sospetti, soprattutto a Simona Ventura!


scritto da: Eamon83 alle ore settembre 23, 2008 17:20 | link | commenti
categorie: fc milano, fc milano - rubriche
lunedì, 22 settembre 2008

FC MILANO IS BACK!

Oggi, 22 settembre, non solo si celebra il primo giorno di autunno.

Il gruppo FC Milano su Facebook tocca quota 100 iscritti.
Il che significa che abbiamo 100 tifosi!
E' decisamente un orgoglio, ma noi non ci fermiamo.
Possiamo fare molto di più!

Ma oggi è anche il giorno in cui i componenti della terza squadra di Milano si sentono per telefono per organizzare il rientro.
Il ritrovo è stato fissato giovedì 25 settembre.
Ci sarà un'amichevole a Milano, ma sarà difficile che il presidente riuscirà a presentare le nuove maglie della stagione 2008/09.

Intanto, vediamo nel dettaglio, come i fantastici componenti del team hanno passato le vacanze.
Ci sono cenni anche sui giocatori che hanno collezionato meno presenze.


lucaLuca: partiamo dal mister. Luca ha passato l’estate a far la spola tra Coverciano, dove ha studiato e conseguito il diploma di allenatore, e Torino, in pellegrinaggio sulla tomba di Liedholm. Ogni tanto ha intravisto il suo presidente, in giro per Milano, e ha colto occasione per ringraziarlo di averlo lasciato sulla panchina della squadra, nonostante il tabu ottavi di finale e il fantasma sempre più scomodo di Roberto Mancini. Per la stagione che sta per iniziare ha promesso importanti traguardi.

roby

Roby: ha messo da parte i sogni di gloria (calcistici) e si è dedicato interamente alla riconquista del cuore della sua amata Valeria. In realtà è stata una mossa atta ad avere una tifosa in più. Bravo dr. Luchetti (sì perché intanto si è anche laureato…).




nicolò

Nicolò: non si hanno notizie precise. Si può solo presumere che stia tramando nell’ombra per usurpare il trono del suo sommo capo, trasformare l’azienda in un’agenzia di escort e far pagare prezzo intero solo a Luca.









marco

Marco: stava cercando casa il 20 giugno, sta cercando casa oggi, 22 settembre. Un’estate un po’ particolare, quindi, ora deve scegliere tra: la Reggia di Caserta e villa San Martino ad Arcore.











albe

Albe: ha collezionato fiamme e amori estivi. Poi ha fatto la vendemmia. Ora sta cercando di salvare Alitalia. Diamogli tempo.







max

Max: ha aspettato, pazientemente, giorno dopo giorno, che Joao uscisse di prigione. Appena lo ha beccato, lo ha ri-fracassato di botte. Poi è passato a prendere il suo amico Fabrizio Corona, hanno personalmente e carnalmente selezionato le nuove veline di Striscia e sono andati a fare sesso casuale su un panfilo in Costa Smeralda.


nico

Nico: ha deciso, finalmente, di aprire il suo cuore, togliere il freno alle inibizioni e impegnarsi sentimentalmente in una relazione. Lui si chiama Francesco, ha 25 anni. Stanno per trasferirsi insieme a Milano.










ambreus

Ambreus: gli scienziati hanno deciso di potenziarlo ancora un po’ e hanno usato la stessa tecnologia dell’Uomo da sei milioni di dollari. Ora potrà tirare in porta anche dalle rimesse dal fondo.








mimmuz

Mimmuz: è andato a casa per le vacanze e poi è tornato qua. Niente di nuovo. Però lui se ne frega delle partenze intelligenti…







oscar2

Sergio Baracco: non ha potuto fare vacanze perché ha dovuto sostenere due cause. La prima contro l’ordine dei cavalieri templari, la seconda contro il governo inglese, entrambi colpevoli (secondo lui) di avergli copiato il simbolo per la propria bandiera.

Due settimane fa il tribunale di Losanna gli ha dato ragione ed ora, nell’attesa di autoproclamarsi Imperatore di Milano, ha disegnato le nuove divise per la stagione calcistica 2008/2009, che verranno presentate al ritrovo di settimana prossima e delle quali vi diamo un’anteprima.



 

edo

Edo: non ce l’ho fatta.

Sotto ci sono i commenti, ditemelo voi cos’ha fatto…












Appuntamento a giovedì sera!

Tutti invitati.

Tanto non verrà nessuno.....

Peggio per voi: non vedrete all'opera i nuovi acquisti (Carmen e Coutinho)!


scritto da: Eamon83 alle ore settembre 22, 2008 18:09 | link | commenti (1)
categorie: fc milano
lunedì, 15 settembre 2008

SHOPAHOLIC & ALE (Ogni maledetta domenica)

In questo pezzo, mi rivolgerò direttamente a te, essere umano di sesso maschile, in età compresa tra i 16 e i 55 anni, che sei o sei stato coinvolto in una relazione sentimentale.
So che mi capirai.
 
I soggetti compresi nella fascia di età sopra citata, vivono una vita normale.
Qualcuno lavora e qualcun altro studia. Solitamente si passa con la propria ragazza/fidanzata/moglie qualche sera della settimana e poi, ovviamente, il week end.
La femmina media, passa la settimana ad essere dolce al telefono, a dire che le manchi, e a farti sapere che non vede l’ora che arrivi il week end per stare un po’ insieme a coccolarsi (il che, nell’ottica del maschio dominante, dovrebbe auspicabilmente portare a rapporti di natura intima).
Invece, arrivato il week end, la femmina si trasforma in vorace e assatanata macchina da shopping.
Non vede altro. Non sente altro. Non vuole altro.
Sembra essere stata programmata per non sentire la stanchezza e non percepire le condizioni climatiche avverse. Che ci siano 40 gradi all’ombra o 12 sotto zero dentro il negozio, la femmina macina chilometri ed entra in tutti i negozi aperti. Tutti!
Solitamente, in negozi da una o due vetrine non c’è da preoccuparsi troppo. Persino da Accessorize, non si perde più di un quarto d’ora, data la dimensione dei locali.
Ma il terrore, o mio caro maschio, lo provi passando davanti ai grandi mostri multipiano come Bershka, H&M, Sisley, Benetton e, ovviamente, il peggiore di tutti: Zara.
 
Analizziamo la tipica domenica pomeriggio, in cui tu, maschio, hai voglia soltanto di stare in casa in mutande a guardare Sky Calcio Show (vuoi per vedere tutti i gol, vuoi per le tette della D’Amico), ma la femmina vuole andare da Zara.
La femmina, che apparentemente può sembrare furba, sfrutta le debolezze maschili con subdole e bieche promesse di seratine piccanti, in cambio di una “passeggiatina”.
Come dirle di no?
Anche perché un rifiuto porterebbe inevitabilmente a scenate del tipo: “Non te ne frega niente di me, non stiamo mai insieme e quando abbiamo l’occasione preferisci stare sul divano a far niente!”.
E allora indossi un paio di scarpe comode, guardi l’orologio e constati tristemente che sono le 14.40. Mandi un messaggio a qualche amico, chiedendo di essere tenuto aggiornato sui risultati e ti prepari ad un pomeriggio di sofferenze.
Intanto va detta una cosa: a tutti piace fare shopping. Il maschio normale ed eterosessuale, resta in un negozio in media 1 minuto e 07 secondi. Entri, prendi svogliato il capo che ti piace e che già volevi comprare, non lo provi perché tanto se è una maglia la M ti va bene e se è un paio di pantaloni figurati se conosci il significato di numeri come 40 o 42, individui la cassa senza coda, paghi e te ne vai.
Felice per l’acquisto, guardi la tua compagna per proporre un pausa, un gelato e – nel caso in cui scorgesse un sorriso nella sua faccia – addirittura il rientro a casa.
La ragazza, purtroppo, è già entrata in modalità “comprare”. Ha gli occhi bianchi luminescenti, come un cyborg, cammina a non più di 5 centimetri dalle vetrine e bisogna pregare che sulla sua strada non incroci un bambino, altrimenti questo verrebbe schiacciato senza ritegno.
Ad un certo punto, in lontananza, vanno addensandosi nuvole grigie. Gli immensi portoni di Zara, spalancati per permettere l’affluenza media di 195 persone al secondo, ti accolgono e non ti sorprenderesti se accanto al brand ci fosse scritto “Lasciate ogni speranza, voi maschi ch’entrate!”.
Ti giri per chiederle se è proprio necessario, ma lei non è più al tuo fianco.
Ti rigiri verso i portoni e, nonostante la folla simile all’ora di punta a Times Square, riesci a scorgerla e ti chiedi come sia possibile che già si stia provando un cappotto, una sciarpa e un paio di stivali. Contemporaneamente ti rendi conto che ti ha lasciato in mano la borsa (che non capirai mai il perché, ma pesa 2 chili e mezzo), il giubbotto, il cappellino e qualunque altro ingombro possa recarle fastidio nel suo girovagare tra i manichini.
Nella tua nuova veste di portaborse, ti fai coraggio ed entri. I primi 45 secondi ti servono per ambientarti in un ambiente così ostile: poi, il pensiero che ti verrà in mente altre 14 volte nella prossima ora: devo trovare una poltrona.
A questo punto ci sono due fattori distinti, ma non per questo in contrasto tra loro, che ti impediranno di riposare le tue già stanchissime membra: in primo luogo, nei 7000 metri quadri (per piano) del mega-store ci sono solo due cuscinoni e la lotta per accaparrarseli ha già mietuto varie vittime; secondo e non meno importante fattore, la femmina esige la tua presenza al suo fianco. Perché? Per consigliarla!
E lo sa che non te ne frega un cazzo di quello che compra. Ma ti vuole con sé.
Sconsolato, ti guardi intorno pensando a tutto fuorché i suoi vestiti e ad ogni scalinata, angolo o via di fuga, vedi corpi ammassati come sul campo di battaglia di Braveheart. Sono i maschi che, trascinati come te in quei mostri ammassa-vestiti, non ce l’hanno fatta e sono stramazzati al suolo.
Fuori dai camerini, code interminabili che neanche all’ingresso di Gardaland il 15 agosto, in cui le femmine si scambiano pareri sui vestiti, consigliate dalle commesse (che in realtà sono robot creati dai grandi brand per accompagnare le femmine per interminabili ore di shopping), mentre tu, maschio, scorgi negli sguardi dei tuoi simili lo sconforto e la rassegnazione. Capita a volte di scambiarsi confessioni e, in casi estremi (settimana dei saldi) ultime volontà.
E tu sai che prima o poi, in quella fila, ti ci troverai…
Intanto vieni trascinato da uno scaffale all’altro come un cane al guinzaglio.
Sulle tue braccia vengono ammassati capi di ogni tipo, perché la femmina si ferma ad ogni singolo capo esposto, lo guarda, lo prende in mano facendo cadere quello appeso di fianco, nella maggior parte dei casi esclama: “Carino!”, ti guarda incazzata perché tu non hai ancora commentato, te lo sbatte in mano dicendo che poi se lo proverà e passa al capo successivo.
Se qualcosa non le piace, invece, la prassi è questa (immaginando che si parli di una t-shirt rossa): la guarda, se la mette davanti al petto con aria schifata, sta in silenzio un tempo compreso tra i 5 e i 7 secondi, ti guarda incazzata perché non hai ancora commentato, dice che non si abbina con niente e la rimette giù. Immancabilmente, poi, si sposta di 18 centimetri alla sua sinistra, prende la stessa (o almeno a te sembra così) maglietta, e ne rimane affascinata.
A quel punto non puoi fare a meno di chiederle: “Ma non è la stessa di prima?”. Grave errore.
Risposta: “Ma cosa dici? Intanto questa è scarlatta e l’altra era rosso carminio, poi non vedi il collo che è diverso?”.
E tu ovviamente non lo vedi, perché la femmina nota differenze che l’occhio maschile non percepisce (quando si parla di vestiti).
Tu annuisci, dubbioso, e tiri avanti.
Intanto sono le 15.50 e ti chiedi come mai nessuno ti abbia ancora mandato un sms per aggiornarti sui risultati. Saranno ancora tutti fermi sullo 0-0? No, i tuoi amici sono tutti nella tua situazione. Nessuno sta guardando le partite.
Ovviemente non puoi tirare fuori il cellulare per controllare in internet, perchè le mani le hai occupate.
Ti illudi che sarai a casa in tempo per 90° minuto e riparti.
Passi al secondo piano e inizia a girarti pesantemente la testa, anche per le esalazioni che arrivano dal reparto profumeria.
Ad un certo punto, lei si blocca. Sembra avere dei ripensamenti. Guarda quello che ti ha sbattuto in mano e ricontrolla tutto: una maglia nera, una giacca nera, un cappellino nero, due paia di scarpe (ballerine + tacco) nere, un reggiseno grigio scuro e una cintura nera.
Ti guarda e ti chiede: “Cosa ti piace di più?”
A 16 anni, i ragazzini acerbi temporeggiano in quanto, comprensibilmente, indecisi.
Più si acquista esperienza, più si sa che la cosa migliore da fare è dire subito qualcosa.
“La giacca!”.
“Perché?”
Qualche secondo per assimilare la domanda del cazzo e poi: “Perché ti sta proprio bene!”
Lei sorride.
Ma poi, dice: “Comunque non lo uso tanto il nero!”.
E tu pensi: "E allora perchè hai provato solo cose nere???"
Come se niente fosse, ti dice di lasciare giù tutto.
Dopodiché la sua attenzione viene catturata dal capo più brutto dell’intero negozio (l’ultima volta è stato un cappottone che sarebbe andato bene per pascolare il gregge).
Lo prova, estasiata, ti guarda e aspetta un tuo giudizio (positivo).
Tu, evitando il suo sguardo, borbotti qualcosa ben attento a non dirle quello che non vuole sentirsi dire e ti giri.
Ma lei ti sta già guardando male nel riflesso dello specchio. E allora tu, prendi il coraggio in mano e le dici che la cosa che ha addosso ti fa schifo. Fa schifo.
Lei non se ne capacita. Anzi, ti accusa di essere uno che non capisce niente.
E si gira, se lo mette, se lo rimette e continua a guardarti; sempre peggio.
Tu non vuoi cedere. Le hai già concesso troppo per oggi.
Ma è tutto inutile: lei starà lì finché tu non avrai cambiato idea.
Mentre i tuoi piedi gridano pietà, lei va al reparto pantaloni.
Ne tira su tre paia, li prova (dopo un’attesa di almeno 15 minuti in fila per i camerini), ti chiede quale dei tre sia il più bello, scarta quello che tu hai scelto e poi dice che tanto i pantaloni non le servono.
Tu sei al limite della sopportazione umana.
Se non avessi un orologio avresti perso la cognizione del tempo.
Da una finestra ti accorgi che fuori è già buio.
Ma non è ancora finita.
Scendendo le scale con quell’orribile montone in mano, la vedi che passa a ricontrollare tutti i capi che ha guardato e scartato, più indecisa di prima.
Tu, che non ce la fai più, sei con la testa in un altro posto.
Lei si offende a morte perché non la stai guardando: “Vuoi darmi un po’ di attenzione, o no?”, e per concludere, brandendo un foulard tirato su quasi a caso, ti chiede: “Dai, scegli: il cappotto o questo?”.
Sì perché, incredibile ma vero, lei pretende che la decisione finale la si prenda insieme, come se a te importasse qualcosa (in realtà lo fa solo per poterti poi rinfacciare un'eventuale ripensamento una volta arrivato a casa).
Tu pensi: “2 ore e passa e il dubbio è tra quella merda di cappotto e un foulard che potevi prendere alla bancarella qui fuori??? Adesso ti ammazzo!”.
Prendi fiato, ti rendi conto che qualunque cosa tu dica comporterà altri 20 minuti di coda alle casse e scegli il male minore: “Il foulard…”.
Avviandosi verso la cassa col foulard, lei fa in tempo a darti la colpa del fatto che non le hai permesso di comprare il montone, ma tu sei già con la testa 12 metri più avanti, fuori dai portoni, verso la libertà.
Ad un metro dalla cassa, lei ha l’ultimo ripensamento: "No dai, il foulard non mi piace tanto!".
Lo lascia giù, riprende la borsa dalle tue mani e va verso l’uscita.
Tu sei troppo stanco per dire qualunque cosa, capisci solo che, come al solito, lei no ha comprato niente. Quand’ecco che la vedi fermarsi allo scaffale posto sapientemente davanti all’uscita, guardare quelli che tu chiameresti pantaloni della tuta, e dire: “Aaahh… E’ vero che mi servono i leggings!” E tu (che dentro vorresti scoppiare): “Ma amore, ce l’hai già il pigiama” e intanto la spingi fuori, camuffando la spinta con un abbraccio. E lei: “Ma cosa dici? Sono da mettere sotto il vestito…”.
Ma tu, che sfrutti l’unico suo attimo di distrazione, ormai l’hai spinta fuori.
Soddisfatto come se avessi vinto tu, ti senti come Michael Scofield dopo l'evasione, prendi dalla tasca il cellulare per chiamare un amico che forse sa cos’ha fatto la tua squadra del cuore, ma ecco che lei ti gela, dicendo: “Va bè dai… li vado a prendere da Bershka!”.
E tu ti rendi conto che l’agonia non è ancora finita.
E ti sorprendi a fantasticare su quando avrà la cellulite e non sarà più attraente e non avrà più mezzi per ingannarti e convincerti ad andare per negozi ogni maledetta domenica.

scritto da: Eamon83 alle ore settembre 15, 2008 15:20 | link | commenti (4)
categorie: storie di vita vissuta
venerdì, 12 settembre 2008

VIVA LA JUICY!!!

Ho comprato un paio di pantaloni (nota bene:pantaloni di una tuta!) per la modica cifra di 200 euro.
Un paio di pantaloni identico, da bambino, l'avevo buttato via perchè era da sfigato.
E' un tessuto molto simile alla ciniglia.
Era il 1994.

Potere della moda.
Potere di Juicy Couture.

Juicy_0


scritto da: Eamon83 alle ore settembre 12, 2008 17:33 | link | commenti
categorie: pillole

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